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Le nostre proposte per il periodo estivo!

Cedi la strada agli alberi - Franco Arminio

Franco Arminio ha raccolto qui una parte della sua sterminata produzione in versi. Ma non è un’antologia, è un’opera antica e nuova, raffinata e popolare, un calibrato intreccio di passioni intime e passioni civili. La prima sezione è un omaggio al paesaggio e ai paesi che Arminio racconta da anni nei suoi libri in prosa. La seconda ci presenta una serie di poesie amorose in cui spicca il suo acuto senso del corpo femminile. Dopo i testi intensi dedicati agli affetti familiari, le conclusioni sono affidate a una serie di riflessioni sulla poesia al tempo della Rete. I versi di Arminio sono lavorati a oltranza, con puntiglio e cura, con l’obiettivo di arrivare a una poesia semplice, diretta, senza aloni e commerci col mistero. La sua scrittura è una serena obiezione alle astrazioni e al gioco linguistico, una forma di attenzione a quello che c’è fuori, a partire dal corpo dell’autore, osservato come se fosse un corpo estraneo. L’azione cruciale è quella del guardare: “Io sono la parte invisibile / del mio sguardo”. "

Due vite - Emanuele Trevi

Così scrive Emanuele Trevi in un brano di questo libro che, all'apparenza, si presenta come il racconto di due vite, quella di Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori prematuramente scomparsi qualche tempo fa e legati, durante la loro breve esistenza, da profonda amicizia. Trevi ne delinea le differenti nature: incline a infliggere colpi quella di Rocco Carbone per le Furie che lo braccavano senza tregua; incline a riceverli quella di Pia Pera, per la sua anima prensile e sensibile, cosi propensa alle illusioni. Ne ridisegna i tratti: la fisionomia spigolosa, i lineamenti marcati del primo; l'aspetto da incantevole signorina inglese della seconda, così seducente da non suggerire alcun rimpianto per la bellezza che le mancava. Ne mostra anche le differenti condotte: l'ossessione della semplificazione di Rocco Carbone, impigliato nel groviglio di segni generato dalle sue Furie; la timida sfrontatezza di Pia Pera che, negli anni della malattia, si muta in coraggio e pulizia interiore. Tuttavia, la distanza giusta, lo stile dell'unicità di questo libro non stanno nell'impossibile tentativo di restituire esistenze che gli anni trasformano in muri scrostati dal tempo e dalle intemperie. Stanno attorno a uno di quegli eventi ineffabili attorno a cui ruota la letteratura: l'amicizia. Nutrendo ossessioni diverse e inconciliabili, Rocco Carbone e Pia Pera appaiono, in queste pagine, come uniti da un legame fino all'ultimo trasparente e felice, quel legame che accade quando «Eros, quell'ozioso infame, non ci mette lo zampino»

Solo io posso scrivere la mia storia - Oriana Fallaci

Nella mia vita ho visto molte brutte cose. Molte. Sono nata in una tirannia, sono cresciuta in una guerra, e per gran parte della mia esistenza ho fatto il corrispondente di guerra. Per anni (in Vietnam, otto) ho vissuto al fronte. Ho seguito battaglie, ho subito sparatorie e cannoneggiamenti e bombardamenti, ho testimoniato l'umana crudeltà e imbecillità." Mai e poi mai Oriana avrebbe autorizzato una sua biografia, eppure non ha fatto altro che scrivere e raccontare la sua storia straordinaria. Lo ha fatto dalle trincee in Vietnam e dagli uffici della Casa Bianca così come dalla tenda di Gheddafi o dal quartier generale di Khomeini. Ha raccontato la storia del Novecento e con lucidità ha saputo riconoscere il più grande incubo del Ventunesimo secolo: il terrorismo globale. Ha affrontato i grandi leader politici senza mai inchinarsi di fronte al potere. "In ogni mio libro è accennata una traccia della mia biografia umana" ripeteva ai giornalisti che sfidavano la sua proverbiale diffidenza da addetta ai lavori. Così come i suoi quaderni che utilizzava per preparare meticolosamente ogni intervista contengono numerosi appunti autobiografici; brevi note che utilizzava ampliate nei suoi libri. Questi scritti restituiscono con precisione il carattere e il pensiero di una donna sui generis, capace di maltrattare grandi leader politici e divi di Hollywood, consegnando ai suoi lettori il testamento di una vita leggendaria.

Il coraggio del pettirosso - Maurizio Maggiani

Saverio è figlio di un fornaio anarchico di Alessandria d'Egitto, cresciuto con la passione della libertà e con la nostalgia per il paese degli antenati. La morte del padre lo costringe ad affrontare la sua confusa identità, le sue radici. Parte per un suo viaggio di iniziazione, dal deserto, alla città, dal presente a un oscuro e misterioso passato. Da questo racconto fatto di dolci asprezze liguri-toscane, emerge l'unico vero paese dell'anima: quel desiderio di libertà che è come il tenace volo del pettirosso.

La ragazza delle renne - Ann-Helén Laestadius

A nord del circolo polare artico, nella Lapponia svedese, è inverno. Poche ore di luce pallida sono tutto ciò che il sole ha da offrire prima che il paesaggio sia nuovamente avvolto da un buio compatto. In quelle terre estreme la piccola Elsa, nove anni, si allontana sugli sci dal villaggio sami in cui vive per raggiungere la zona di pascolo delle renne di famiglia. Quel giorno segna profondamente la sua infanzia: davanti ai suoi occhi spalancati, un uomo uccide brutalmente un piccolo di renna, il suo Nástegallu, quello che lei ha scelto nel branco e a cui le è stato permesso di incidere l’orecchio, secondo l’usanza della sua comunità. L’uomo e la bambina si guardano, si riconoscono. Poi l’uomo la minaccia, e la bambina decide di tacere. Porterà a lungo con sé quel segreto come un peso oscuro sul cuore. Dieci anni dopo, un tempo costellato di rischi e ulteriori massacri di animali, quando Elsa si ritrova a essere lei stessa il bersaglio di chi, mosso dall’odio, si è macchiato del sangue di Nástegallu, qualcosa si spezza. E il senso di colpa, la paura e la rabbia che ha dentro da allora le piombano addosso come una valanga, portandola a un ultimo, tragico confronto. Romanzo di formazione e canto d’amore per un mondo che sta scomparendo, basato su una storia vera, "La ragazza delle renne" mette a nudo le tensioni che sorgono quando la modernità si scontra con una cultura tradizionale e con strutture patriarcali profondamente radicate, mentre la xenofobia è in aumento e i cambiamenti climatici mettono a repentaglio la sopravvivenza di un popolo che custodisce una sempre più fragile eredità indigena. E nello splendido scenario di favolosi paesaggi invernali, dove le renne corrono libere su distese infinite e sotto cieli immensi, l’orecchio di un cucciolo segretamente preservato in una scatola diventa il simbolo di tutto ciò che potrebbe andare perduto. Di tutto ciò che, forse, è già andato perduto.

Cenere - Grazia Deledda

Poverissima e perdutamente infatuata di un uomo bugiardo e ammogliato, che la illude di poterla un giorno fare sua legittimamente, Olì viene cacciata di casa a causa dell’imminente maternità. Qualche anno dopo, decisa a fare scompari- re le proprie tracce, abbandona il figlio davanti all’abitazione del padre natu- rale. Il piccolo Anania verrà così allevato nella casa paterna, accudito amorevolmente dalla madre adottiva. Ma nel suo cuore, oltre all’amore per Margherita, figlia del suo padrino, sopravvive il ricordo di Olì e il segreto desiderio di poterla un giorno ritrovare. Solo in questo incontro, che suscita in lui timore e rabbia, Anania ritiene possa celarsi il suo riscatto. “Sì, tutto era cenere: la vita, la morte, l’uomo; il destino stesso che la produceva. Eppure, in quell’ora suprema, davanti alla spoglia della più misera delle creature umane, che dopo aver fatto e sofferto il male in tutte le sue manifestazioni era morta per il bene altrui, egli ricordò che fra la cenere cova spesso una scintilla, seme della fiamma luminosa e purificatrice, e sperò, e amò ancora la vita”. Dal romanzo Cenere, di soggetto sardo come tutti quelli che l'hanno preceduto, fu tratto, nel 1916, un film muto diretto e interpretato da Febo Mari.

Tutte le mattine di Sybil - Virginia Evans,

Sybil Van Antwerp ha settantatré anni, cura il giardino della sua bella casa che le regala splendide fioriture primaverili e non ama vivere fuori, nel mondo. Nella vita di prima è stata un'avvocatessa stimata, una moglie e una madre, ma ora predilige un'attività su tutte: scrivere lettere. Ha iniziato all'età di nove anni e non ha mai smesso, nemmeno nell'era digitale, nemmeno ora che la vista vacilla. Scrivere missive è una meravigliosa attività umana, su questo non ha dubbi. I suoi destinatari sono molteplici, dalle amiche al vicino signor Lübeck, al gentile assistente di un'agenzia che si occupa di test del dna. E poi tiene la corrispondenza con scrittrici e scrittori, con cui condivide il proprio giudizio sui loro romanzi e certe visioni della vita. E con Harry, un giovane con difficoltà a integrarsi. Quando si scrive, sostiene, bisogna andare piano; perché "la fretta può farci mettere su carta cose che non intendevamo e ci si svuota". Tra i chiaroscuri della vita di una donna che si avvicina alla vecchiaia, c'è anche un destinatario non identificabile a cui Sybil confessa il suo dolore più grande, senza però inviare alcuna lettera. E solo quando questa sofferenza implacabile, un mistero che sembra inafferrabile, troverà la sua piena voce sul foglio, Sybil potrà finalmente cercare, di nuovo, il suo posto nel mondo. Tutte le mattine di Sybil è un romanzo irresistibile che trascina il lettore in un universo ricchissimo di sfumature, sentimenti mai rivelati, e testimonia un amore incrollabile per la vita.

La fabbricante di stelle - Melissa Da Costa

Arthur ha cinque anni quando sua madre Clarisse gli rivela un gran segreto: tra non molto dovrà partire per un lungo viaggio con destinazione Urano. E lì, racconta Clarisse, sul pianeta ghiacciato dalle ventisette lune, popolato da lumache con il guscio azzurro che mangiano niveo prezzemolo polare, da alberi-cervo con sonore campanelle appese ai rami e da tante altre creature straordinarie, proprio lei avrà il compito di disegnare le stelle che notte dopo notte illuminano l'universo. Molti anni dopo Arthur, ormai adulto, aspetta che la sua compagna dia alla luce la loro prima figlia, e si trova a ripensare alla madre e a quella favola. Lui ovviamente sa che l'universo magico così ben descritto da Clarisse è stato l'espediente che la donna ha voluto usare per spiegare al figlio un imminente distacco, definitivo e tragico. Una bugia meravigliosa che ha permesso a un bambino di sognare e di immaginare, invece di dover soltanto guardare negli occhi la realtà, almeno per un po' di tempo. E solo in quel momento Arthur comprenderà davvero il gesto di sua madre.

I convitati di pietra - Michele Mari

Davvero il destino di ciascuno di noi è già scritto? È questo che pensano gli ex alunni della III A quando, superato l’esame di maturità, siglano il «patto sciagurato» che li vincolerà fino all’ultimo giorno. Del resto il tempo della scuola è l’unico a rimanere immobile: anche dopo trent’anni non saranno le rughe o i chili in più a contraffare la sagoma di un vecchio compagno di banco. Ma quando di mezzo ci sono il demone della competizione e il miraggio di un premio favoloso le variabili si moltiplicano. E così un accordo nato quasi per scherzo si tramuta in una sfida senza esclusione di colpi per rimanere in vita il più possibile.

La vita immaginata - Andrew Porter

Steven Mills è arrivato a un bivio. Sua moglie e suo figlio se ne sono andati, forse per sempre. Ma nella vita di Steven c’è stato un altro abbandono, anni prima, quando il padre – brillante e carismatico professore universitario – scompare dopo uno scandalo mai chiarito completamente. Steven allora si mette sulle sue tracce, forse come unico appiglio a una realtà che gli sta sfuggendo di mano. Mentre guida lungo la costa della California, alla ricerca degli amici, dei familiari e degli ex colleghi del padre, l’infanzia e l’adolescenza di Steven prendono forma: le leggendarie feste in piscina dei genitori, i film in bianco e nero sul proiettore del cortile, i segreti condivisi con l’amico più caro. Ogni conversazione nel presente rivela un altro strato del passato di suo padre, un’altra intuizione sulla sua assenza. Eppure, a ogni rivelazione, quell’uomo che per un attimo sembra apparirgli finalmente davanti agli occhi, l’attimo successivo scompare di nuovo, costringendo il figlio ad affrontare la verità sulla propria vita.

Il cuore delle ragazze arde più forte - Shobha Rao

Una volta al mese, la giovane Poornima sale al tempio sull'Indravalli Konda a pregare per la madre, spentasi dopo una lunga malattia. Sedici anni, la pelle scura come il cielo della notte e cinque fratelli più piccoli di cui prendersi cura, Poornima trascorre le giornate a filare seduta al charkha e a immaginare per sé un destino migliore di quello che ha approntato per lei suo padre. Uomo brusco e autoritario che appartiene alla casta dei tessitori, il padre la vorrebbe infatti maritata il prima possibile, poiché dopo la morte della moglie ha bisogno di nuove braccia che lo aiutino nella tessitura di sari. Un giorno, entrando in casa, Poornima scorge una ragazza seduta al telaio di sua madre: indossa un modestissimo sari di cotone e sull'avambraccio destro ha una grossa voglia rotonda. Eppure, quella giovane sconosciuta brilla di una luce speciale. Savitha, questo il nome della ragazza, ha tre sorelle minori che passano la giornata a perlustrare i mucchi d'immondizia per raggranellare qualche rupia, la madre fa le pulizie nelle case altrui e il padre, dopo anni di alcolismo, ha smesso di bere quando la sua artrite reumatoide si è aggravata al punto da impedirgli di reggere in mano un bicchiere. Eppure, nonostante questo, Savitha non perde mai il sorriso. Tra le due ragazze si instaura una profonda amicizia, un legame fortissimo che accende in entrambe la scintilla della ribellione al mondo che le vorrebbe miti e sottomesse. Fino a quando, una notte, Poormina viene svegliata da un gemito sommesso che arriva dal capanno della tessitura... Da questo momento, l'esistenza che le due ragazze hanno sempre condotto verrà spazzata via, e soltanto l'amicizia che le lega l'una all'altra saprà condurle, in un pericoloso viaggio attraverso un'India sconosciuta e spietata, verso le difficili prove che la vita porrà loro davanti.

Il vecchio della montagna - Grazia Deledda

«Melchiorre Carta saliva la montagna, ritornando al suo ovile. Era un giovane pastore biondastro, di piccola statura; una ruga gli si disegnava fra le sopracciglia folte e nere, che spiccavano nel fosco giallore del suo volto contornato da una rada barbetta rossiccia. Anche la sopragiacca di cuoio del suo costume era giallognola, e il cavallino che egli montava era rossastro, tozzo, angoloso e pensieroso come il suo padrone. Melchiorre era un giovine di buoni costumi e d'ottima fama; molto spensierato ed allegro non lo era mai stato, ma da qualche tempo si mostrava più taciturno del solito, e si sentiva quasi malvagio, perché sua cugina Paska lo aveva abbandonato alla vigilia delle loro nozze. E senza motivo! Così, solo perché ella si era improvvisamente accorta di essere graziosa e corteggiata anche da giovani signori.»

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